SUCCESSIONE EREDITA Roma: successione Diritto e successione

Successione Eredità Dichiarazione di Successione

Diritto e successione

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Successione universale e successione particolare

Si ha successione universale allorquando un soggetto subentra a un altro soggetto in una pluralità di rapporti giuridici attivi e passivi. Il nostro ordinamento prevede espressamente come ipotesi di successione universale solo la successione a causa di morte. Eccezionale ammissibilità di una successione universale tra vivi è prevista in caso di fusione di società. Esiste poi la lenta ma progressiva erosione del fenomeno fidecommissorio con i patti di famiglia, ammessi recentemente nel nostro ordinamento.

Si ha invece successione a titolo particolare quando un soggetto succede ad un altro non in universum ius ma in un determinato rapporto giuridico.

Successione universale [modifica]

La successione universale si apre al momento della morte nell'ultimo domicilio del defunto. La data di morte è quella risultante dall'atto di morte iscritto nei registri dello stato civile, nel caso in cui non vi sia stata la trascrizione può essere utilizzato qualunque mezzo per darne prova.

La morte di una persona, di per se comporta la successione, ma per parlare di devoluzione ereditaria è necessaria sia la morte sia l'accettazione da parte degli eredi. La devoluzione può essere di 2 tipi: legale o testamentaria.

La devoluzione legale comprende sia la successione legittima sia la successione necessaria.

Si ha successione legittima nel caso in cui:

a) il de cuius non abbia fatto testamento; b) pur avendo fatto testamento non abbia disposto della quota di legittima.

Si ha invece successione necessaria quando:

a) il de cuius pur avendo fatto testamento ha escluso uno o più legittimari; b) in vita erano state effettuate donazioni tali da pregiudicare i diritti dei futuri eredi. Ne consegue che il testatore non può liberamente disporre di tutti i suoi beni ma solo di una quota disponibile, la quota di riserva (o legittimaria) spetterà ai parenti.

È necessario che le persone chiamate all'eredità abbiano la capacità di succedere e che non siano indegne. Sono capaci di succedere sia le persone fisiche sia le persone giuridiche (associazioni,fondazioni,società,enti, riconosciuti o non riconosciute)

Possono succedere non solo le persone nate e concepite al momento della morte del de cuius ma anche eventuali nascituri di una persona vivente al momento della morte del defunto.

I casi di indegnità sono i seguenti

  • chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale;
  • chi ha commesso, in danno di una tali persone, un fatto al quale la legge penale dichiara applicabili le disposizioni sull'omicidio;
  • chi ha denunziato una di tali persone per reato punibile con l'ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se la denunzia è stata dichiarata calunniosamente in un giudizio penale; ovvero ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata dichiarata nei confronti di lui, falsa in giudizio penale;
  • chi ha indotto con violenza o dolo la persona, della cui successione si tratta, a fare, revocare o mutare testamento o l'ha impedita;
  • chi ha soppresso, celato o alterato il testamento dal quale la successione sarebbe stata regolata;
  • chi ha formato un testamento falso o ne ha fatto scientemente uso.

Come detto in precedenza poiché si possa parlare di successione è necessaria non solo la morte ma anche l'accettazione dell'eredità.

L'accettazione è un "atto unilaterale tra vivi avente contenuto patrimoniale" (art. 1324 cc) e può essere pura e semplice oppure con beneficio di inventario. Si ha un'accettazione pura e semplice quando a seguito dell'accettazione si realizza una commistione tra l'eredità ricevuta e il patrimonio dell'erede. Pertanto i creditori dell'erede potranno rifarsi anche nei confronti dell'eredità. L'accettazione con beneficio d'inventario è invece un'accettazione intra vires del de cuius, che permette di non confondere il patrimonio del defunto con quello dell'erede, in modo che i creditori si possono soddisfare solamente entro l'attivo ereditario, e non possono agggredire il patrimonio personale dell'erede

 

(fonte wikipedia)

 

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